Libri

Viaggio nell’India Magica

“Tre cose non possono tornare indietro: la freccia scagliata dall’arco, la parola detta in fretta e l’opportunità mancata”.  Ali il Leone

Un libro emozionante per gli appassionati di viaggi e avventure.

Quando era bambino, Tahir Shah imparò i primi segreti dell’illusione da un mago indiano. Vent’anni dopo è partito per ritrovarlo. Nasce così lo straordinario racconto di un indimenticabile tour da Calcutta a Madras, da Bangalore a Bombay, sulle tracce di saggi e di stregoni che si sfidano in emozionanti duelli “all’ultimo miracolo”, danzano con i serpenti, bevono acido, mangiano vetro, fermano il battito del loro cuore. Con sguardo meravigliato e rapito disincanto, Shah solleva il velo di molti dei più scorcentanti e bizzarri miracoli dell’Oriente. E ci racconta un’India che neppure immaginavamo esistesse.

Tantissime e accurate sono le descrizioni sui luoghi, sulle usanze e sulla cultura indiana, in un vortice di magie e illusioni. Vengono svelati trucchi e inganni sia di magia che di briganti e malfattori. L’India è descritta come una complessità di contrasti tra luoghi santi e tribù spietate, tradizioni millenarie e rivisitate.

Un magico scenario in cui perdersi meravigliosamente e imparare qualcosa su una cultura che ha stregato milioni di persone.

 

Ecco alcune curiosità svelate dal libro:

La corteccia dell’albero del diavolo, chaitan, veniva usata dai maghi orientali per stordire il pubblico. Il fumo allucinogeno di questa corteccia dovrebbe essere il segreto del leggendario trucco indiano della corda.

Il frutto Chakotra o la banana mascherano bene il sapore del Diazepam, una sostanza sedante, che ha lasciato dormire profondamente il Tahir Shah mentre veniva derubato sul treno. Lo stesso vale per i dolcetti del Bengala.

I Thug, un’antica setta religiosa indiana, il cui culto era dedicato all’omicidio rituale in onore della dea Kalì, consideravano l’omicidio una forma artistica. Strangolavano le persone con un rumaal, un fazzoletto pieno di nodi, e decapitavano le vittime per non consentirne il riconoscimento.

Le vedove di Kashi. Intoccabili, giudicate spesso delle streghe, nell’induismo le vedove sono emarginate. Alcune sono giovani perché date in sposa a uomini molto vecchi da piccole. Qualche secolo fa le vedove morivano sulla pira funebre del marito, poi gli inglesi abolirono quest’usanza del sati. Passano il resto della loro esistenza esiliate, non pensano al suicidio perché questo distruggerebbe la speranza di realizzare il sogno dell’illuminazione.

Il Gange, il fiume sacro che attira milioni di pellegrini, ha la proprietà di ripulirsi e riossigenarsi. Gli scienziati hanno dato questa spiegazione al fatto che quelle acque dovrebbero essere inquinate dato che i pellegrini in quelle acque si lavano e gettano le ceneri dei morti continuamente.

 

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