Arte

Io Dalì – La mostra sul pittore surrealista al Pan

Io Dalì è la mostra del pittore surrealista Salvador Dalì che si trova al Pan di Napoli.
Dalì è il pittore del sogno, della stravaganza ed eccentricità, mista ad un cuore ben radicato nella sua terra che amava e alla sua donna, Gala, che ha vissuto con lui una vita piena d’arte, sperimentando e scoprendo nuovi modi di comunicare ciò che l’uomo ha dentro di sé.
Uno dei pittori, dei personaggi più eclettici e amati, Dalì ha spinto l’arte verso nuove forme, reinventandosi ogni volta, prendendo spunto dai suoi contemporanei e i grandi artisti del passato, elaborando il lui quello che vedeva e viveva per poi plasmarlo e farlo uscire fuori nel suo modo unico e geniale.
Un uomo che ha portato la sua arte nella comunicazione del tempo, uno dei primi che ha capito che dare spettacolo di sé lo avrebbe portato a far conoscere il personaggio Dalì da molti.
Nel profondo ben radicato e legato alla sua terra, alla sua donna e a dei concetti che si ripetevano nei suoi quadri e nelle sue opere e in superfice sempre alla ricerca del nuovo, dell’ispirazione, della curiosità e delle sperimentazioni.
La sua arte è passata per il sogno surrealista, ha attraversato gli angoli più oscuri dell’animo umano e ne è rifiorita in una nuova forma, cavalcando le nuove tecniche e tecnologie, fino a creare la sua opera più grande che racchiude tutto il suo essere, tutto quello che è stato, tutto quello che è Salvador Dalì: il museo di Figueres.

Ma chi era Salvador Dalì?

Il suo museo è a Figueres non a caso, voleva che restasse nella sua amata terra, che venerava e di cui parlava sempre. La Catalogna è stata la sua terra madre e a Barcellona, nel Parc Guell, creato da un altro artista genio, Gaudì, si esibiva nella piazza grande creando opere e attirando migliaia di persone. Però lui è nato in un piccolo paesino sul mare della costa brava, Port Lligat, ripreso spesso nelle opere in cui si vede bambino che inizia a scoprire il mondo.
Scopre la pittura verso i 30 anni e non si dedica mai esclusivamente a questa forma d’arte, ma anche alla scultura, al cinema e alla olografia. Molto famoso è il corto fatto con Luis Buñuel in cui viene tagliato l’occhio di una donna – era un occhio di bue.
Conosce la donna della sua vita Gala, quando lei era già sposata e aveva una figlia, ma dal momento del loro incontro diventano inseparabili, tanto che lei è il soggetto di moltissime delle sue opere.
Si era avvicinato a Freud proprio per capire tutto ciò che c’era dietro la superfice dell’uomo, una travolgente passione che lo aveva incuriosito fin da bambino, quindi un lavoro introspettivo, di analisi profonda che esprimeva attraverso le macabre figure che vengono raffigurate spesso nei suoi quadri e lo colpivano se ne trovava quando viaggiava.
Col tempo però è come se fosse arrivato a una sorta di illuminazione in cui si lasciava ispirare dal fisico Heisemberg e da una visione di un’unità con Dio e il cosmo intero.
La sua tomba non poteva che essere nel museo, sotto l’immensa cupola, immerso tra tutto quello che ha creato, nel luogo interamente pensato da lui nei minimi dettagli, nella sua terra.

Dalì e la sua arte

Alcune forme e concetti si ripetono spesso nelle sue opere.
Le uova: la nascita, l’amore, la speranza sono racchiuse in questo simbolo di vita che esprime la durezza esterna in contrasto con l’interno molle.
I cassetti si rifanno al suo pensiero di esplorare l’animo umano nel profondo e di aprire tutti quei cassetti pieni di segreti, oscurità e tabù che voleva assolutamente portare allo scoperto.
Gli orologi sciolti fanno riferimento alla sua ossessione per il tempo e il suo mutare, distorcersi, rallentare e poi accelerare.
Gala. Uno dei suoi quadri preferiti era un “semplice” schizzo di Gala che gli sorride…
è nella stanza dei tesori e ordinò che da lì non si sarebbe mai dovuto spostare, perché doveva essere sempre vicino a lui, nel suo museo.

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Io Dalì is the exhibition of the surrealist painter Salvador Dali, who is at the Pan of Naples.
Dalì is the painter of dreams, extravagance and eccentricity, mixed with a heart rooted in his land he loved and his woman, Gala, who lived with him a life full of art, experimenting and discovering new ways of communicating what’s a man has within himself.
One of the most eclectic and beloved painter, Dalì has pushed art towards new forms, reinventing himself every time, inspired by his contemporaries and by great artists of the past, elaborating what he saw and lived and then mold it out out in its unique and brilliant way.
A man who brought his art into the art of communication, one of the first who understood that giving a show of himself would have led him to make known the Dali performer by many.
Deep rooted in his land, his love and concepts repeated in his paintings and his works but on the surface always looking for new inspiration, curiosity and experimentation.
His art has passed through the surrealist dream, he has crossed the darkest corners of the human soul and has re-flourished in a new form, riding new techniques and technologies, to create his greatest work that encompasses his whole being, all that has been, all that is Salvador Dali: the museum of Figueres.

But who was Salvador Dali?

It is not by chance that his museum is in Figueres, he wanted it to remain in his beloved land, which he venerated and always spoke of. Catalonia was its motherland and in Barcelona, ​​in the Parc Guell, created by another genius artist, Gaudì, he performed in the big square, creating works and attracting thousands of people. But he was born in a small village on the sea of ​​the Costa Brava, Port Lligat, often taken in the works in which you see a child who begins to discover the world.
He discovered painting at the age of 30 and never devoted himself exclusively to this form of art, but also to sculpture, cinema and holography. Very famous is the short film made with Luis Buñuel in which a woman’s eye is cut – it was a bull’s eye.
He knows the woman of her life Gala, when she was already married and had a daughter, but from the moment of their meeting they become inseparable, so much that she is the subject of many of his works. But this does not mean that he did not have any muses that inspired him, one known in Italy, which was 15 years with him, was Amanda Lear.
He approached Freud just to understand all that was behind the surface of humans, an overwhelming passion that had intrigued him since childhood, then an introspective work of profound analysis that expressed through the macabre figures that are often depicted in his paintings, that he founded when he traveled.
Over time, however, it’s like if he arrived to a sort of illumination in which he was inspired by the physical Heisemberg and a new vision of unity with God and the whole cosmos.
His tomb could only be in the museum, under the immense dome, immersed in all that he created, in the place entirely thought of by him in every detail, in his land.

Dali and his art

Some forms and concepts are often repeated in his works.
The eggs: birth, love, hope are enclosed in this symbol of life that expresses the external hardness in contrast to the soft interior.
The drawers refer to his thought of exploring the human soul in depth and to open all those drawers full of secrets, darkness and taboos that he absolutely wanted to bring to the open.
Loose clocks refer to his obsession with time and its changing, distorting, slowing down and then accelerating.
Gala. One of his favorite paintings was a “simple” sketch of Gala that smiles at him …
he is in the treasure room and ordered that he should never move from there, because he always had to be near him, in his museum.

Io Dalì est l’exposition du peintre surréaliste Salvador Dali, qui est au Pan de Naples.
Dali est le peintre des rêves, l’extravagance et de l’excentricité, mélangé avec un cœur enraciné dans sa terre qu’il aimait et sa femme, Gala, qui vivait avec lui une vie pleine d’art, d’expérimenter et de découvrir de nouvelles façons de communiquer ce cet homme a en lui-même.
L’un des peintres, la plupart des personnages éclectiques et bien-aimés, Dali a poussé l’art dans des formes nouvelles, se réinvente chaque fois, inspiré par ses contemporains et les grands artistes du passé, l’élaboration de ce qu’il a vu et vécu, puis la moisissure et la sortir dehors de sa manière unique et brillante.
Un homme qui a amené son art dans les medias du temps, l’un des premiers qui a compris que donner un spectacle de lui-même l’aurait conduit à faire connaître le personnage Dali par plusieurs.
Profondément enraciné et enraciné dans sa terre, sa femme et ses concepts qui se répètent dans ses peintures et ses œuvres et à la surface toujours à la recherche de nouvelles inspirations, curiosités et expérimentations.
Son art a traversé le rêve surréaliste, il a traversé les coins les plus sombres de l’âme humaine et a retrouvé une nouvelle forme, utilisant de nouvelles techniques et technologies, pour créer son plus grand travail qui englobe tout son être. , tout ce qui a été, tout ce qui est Salvador Dali: le musée de Figueres.

Mais qui était Salvador Dali?

Ce n’est pas par hasard que son musée est à Figueres, il voulait qu’il reste dans son pays bien-aimé, dont il vénérait et parlait toujours. La Catalogne était sa patrie et à Barcelone, dans le Parc Guell, créé par un autre artiste de génie, Gaudì, il s’est produit sur la grande place en créant des œuvres et en attirant des milliers de personnes.
Mais il est né dans un petit village sur la mer de la Costa Brava, Port Lligat, souvent pris dans les travaux dans lesquels vous voyez un enfant qui commence à découvrir le monde.
Il découvre la peinture à l’âge de 30 ans et ne se consacre jamais exclusivement à cette forme d’art, mais aussi à la sculpture, au cinéma et à l’holographie.
Très connu est le court métrage réalisé avec Luis Buñuel dans lequel on coupe l’œil d’une femme – c’était un œil de bœuf.
Elle connaît la femme de sa vie, Gala, alors qu’elle était déjà mariée et avait une fille, mais à partir du moment de leur rencontre ils sont devenus inséparables, à tel point qu’elle est l’objet de plusieurs de ses œuvres.
Mais cela ne veut pas dire qu’il n’a pas eu de muses qui l’ont inspiré, une connue en Italie, qui était de 15 ans avec lui, était Amanda Lear.
Il s’était approché à Freud juste pour comprendre tout ce qui se trouvait derrière la surface de l’homme, une passion écrasante qui l’intriguait depuis l’enfance, puis un travail introspectif d’analyse profonde qui s’exprimait à travers les figures macabres souvent représentées dans ses peintures et ils l’ont frappé s’il l’a trouvé quand il a voyagé.
Au fil du temps, cependant, c’est comme s’il était arrivé à une sorte d’illumination dans laquelle il était inspiré par le physique Heisemberg et une vision de l’unité avec Dieu et le cosmos entier.
Sa tombe ne pouvait être que dans le musée, sous l’immense coupole, plongée dans tout ce qu’il créait, dans le lieu entièrement pensé par lui dans chaque détail, dans son pays.

Dali et son art

Certaines formes et concepts sont souvent répétés dans ses œuvres.
Les oeufs: la naissance, l’amour, l’espoir sont enfermés dans ce symbole de la vie qui exprime la dureté extérieure en contraste avec l’intérieur doux.
Les tireurs sont inspirés par sa pensée pour explorer l’âme humaine en profondeur et ouvrir tous ces tiroirs pleins de secrets, d’obscurité et de tabou qu’il voulait absolument faire ressortir.
Les horloges lâches se réfèrent à son obsession du temps et à son changement, déformant, ralentissant puis accélérant.
Gala. Une de ses peintures préférées était un “simple” croquis de Gala qui lui sourit …
il est dans la salle du trésor et a ordonné qu’il ne devrait jamais bouger de là, parce qu’il devait toujours être près de lui, dans son musée.

Io Dalì es la exposición del pintor surrealista Salvador Dali, que se encuentra en el Pan de Napoles.
Dalí es el pintor de los sueños, la extravagancia y la excentricidad, mezclado con un corazón enraizado en su tierra que amaba y su mujer, Gala, que vivió con él una vida llena de arte, experimentando y descubriendo nuevas formas de comunicar esto. ese hombre tiene dentro de sí mismo.
Uno de los pintores, los personajes más eclécticos y queridos, Dalì ha empujado el arte hacia nuevas formas, reinventándose a sí mismo cada vez, inspirado por sus contemporáneos y grandes artistas del pasado, elaborando lo que vio y vivió y luego moldeándolo en su manera única y brillante.
Un hombre que trajo su arte a la comunicación del tiempo, uno de los primeros que entendió que dar una muestra de sí mismo lo habría llevado a dar a conocer al personaje Dali por muchos.
Profundamente arraigado en su tierra, su mujer y sus conceptos que se repiten en sus pinturas y sus obras y en la superficie siempre en busca de una nueva inspiración, curiosidad y experimentación.
Su arte ha pasado por el sueño surrealista, ha cruzado los rincones más oscuros del alma humana y ha vuelto a florecer en una nueva forma, montando nuevas técnicas y tecnologías, para crear su obra más grandiosa que abarca todo su ser, todo lo que ha sido, todo lo que es Salvador Dalí: el museo de Figueres.

¿Pero quién era Salvador Dalí?

No es casual que su museo esté en Figueres, quería que permaneciera en su querida tierra, a la que veneraba y siempre hablaba. Cataluña fue su patria y en Barcelona, ​​en el Parc Guell, creado por otro genio, Gaudí, actuó en la gran plaza creando obras y atrayendo a miles de personas. Pero nació en un pequeño pueblo en el mar de la Costa Brava, Port Lligat, a menudo en las obras en las que se ve a un niño que comienza a descubrir el mundo.
Descubrió la pintura a la edad de 30 años y nunca se dedicó exclusivamente a esta forma de arte, sino también a la escultura, el cine y la holografía.
Muy famoso es el cortometraje realizado con Luis Buñuel en el que se corta el ojo de una mujer: era una diana.
Conoce a la mujer de su vida Gala, cuando ya estaba casada y tenía una hija, pero desde el momento de su encuentro se vuelven inseparables, tanto que es objeto de muchas de sus obras. Pero esto no significa que no tuviera musas que lo inspiraran, una conocida en Italia, que tenía 15 años con él, era Amanda Lear.
Se había acercado a Freud solo para comprender todo lo que había detrás de la superficie del hombre, una pasión abrumadora que lo había intrigado desde la infancia, luego un trabajo introspectivo de análisis profundo que se expresaba a través de las figuras macabras que a menudo se representan en sus pinturas y lo golpearon cuando los encontraba en sus viajes.
Con el tiempo, sin embargo, es como si hubiera llegado a una especie de iluminación y se inspiró en el físico Heisemberg y en una visión de unidad con Dios y con todo el cosmos.
Su tumba solo podría estar en el museo, bajo la inmensa cúpula, inmersa en todo lo que él creó, en el lugar en el que él pensó completamente en cada detalle, en su tierra.

Dali y su arte

Algunas formas y conceptos a menudo se repiten en sus obras.
Los huevos: nacimiento, amor, esperanza están encerrados en este símbolo de la vida que expresa la dureza externa en contraste con el interior suave.
Los cajones están inspirados por su pensamiento de explorar el alma humana en profundidad y abrir todos esos cajones llenos de secretos, oscuridad y tabú que él absolutamente quería resaltar.
Los relojes sueltos se refieren a su obsesión con el tiempo y su cambio, distorsión, ralentización y luego aceleración.
Gala. Una de sus pinturas favoritas fue un “simple” boceto de Gala que le sonríe …
él está en la habitación del tesoro y ordenó que nunca se mude de allí, porque siempre tenía que estar cerca de él, en su museo.

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