Siviglia – la passione del Flamenco e il sogno andaluso

Una città piena di passione, di calore – e non parlo solo della temperatura – di sorrisi e di… flamenco!
L’unica ed inimitabile… Siviglia!
Da quando ero bambina, la Spagna per me aveva un “sole diverso”, più luminoso, più giallo, non mi sono mai spiegata questa cosa, ma Siviglia, pur non avendola mai visitata, aveva sempre rappresentato la mia meta, il mio sogno, la mia città ideale.
Proprio perché era un obiettivo importante, quasi come ad arrivare a me stessa, a quella parte di me che tenevo dentro nascosta, non trovavo mai il momento adatto per visitarla… rimandavo, quasi per paura, che dopo aver realizzato questo sogno che portavo dietro da bambina, restasse il vuoto.

Ebbene… dopo 28 anni ero sicura. Era arrivato il momento giusto, la maturità giusta, la sicurezza giusta per affrontare un viaggio che all’apparenza non aveva nulla di diverso da tutti quelli fatti finora.
Era una cosa mia, solo mia.
Ed è stata la cosa più bella che mi potesse mai capitare.
La conoscevo già, la sentivo già dentro, come se ci avessi vissuto in un’altra vita, davvero non lo so spiegare, ma è andata così.
E per la prima volta viaggiando, mi sono scese delle vere lacrime di gioia emozionandomi vedendo la cupola dei giardini del Real Alcazar, che avevo visto su internet per anni, e dentro un locale dove i sevillani cantavano e ballavano tutti insieme, Casa Anselma.

Siviglia è stata la prima tappa del mio viaggio in Andalusia.
Poi c’è stata Cordoba, Granada, Malaga e Ronda.

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El corazón que a Triana va nunca volverá… Sevilla

“Il cuore che andrà a Triana, non tornerà più”, la canzone di Miguel Bosé con Amaia Montero, non so quante volte l’avevo sentita senza sapere cosa fosse davvero Triana.
Il Barrio di Triana, come il suo ponte, è un posto dove tutti i sivigliani si riuniscono per tapear, trianarche le sere d’estate è pieno di gente che passa da un posto all’altro per spizzicare e divertirsi. Ma tutti insieme, cosa che adoro della Spagna, dalle famiglie con figli piccolissimi o grandi adulti, alle coppie di tutte le età, agli amici di tutte le età, tutti escono e si divertono. E… cosa molto particolare è che più un locale è sporco, nel senso che ha delle carte buttate a terra, più è ritenuto un buon posto dove mangiare. Alcuni hanno modernizzato la cosa mettendo dei secchi della spazzatura sotto ogni tavolo…

La passione del Flamenco!

Il flamenco è la pura passione dei sivigliani, che da piccoli imparano questa danza coinvolgente, gitana, per raccontare, ammaliare e trasmettere le loro storie cantate e suonate divinamente da musicisti abilissimi con la chitarra.
I posti più belli dove vedere il flamenco a Siviglia sono la Carboneria, un locale molto rustico che fa delle serate dedicate a degli artisti che si esibiscono diverse volte in modo diverso in una stessa serata fino a tardi e Casa Anselma, uno dei posti dove ho sentito l’anima di Siviglia, grazie anche alla sua ama, la padrona di casa, appunto Anselma, che mi ricordava una signora napoletana sanguigna! Qui dimenticatevi la birretta e la sangria, si bevono solo cose forti!
Uno dei posti dove mi sono emozionata, veramente, una piccola stanza dove tutti riuniti attorno ai musicisti possono scegliere di ballare e accompagnare le canzoni, dove la padrona di casa canta e dedica le canzoni ai propri ospiti stranieri e dove a un certo punto hanno abbassato le luci e i chitarristi si sono rivolti ad una piccola Vergine dietro di loro e le hanno dedicato delle canzoni. Meraviglioso.

Cosa vedere e quando

In una città così cattolica e tradizionale, il periodo migliore per visitarla, sia per il clima (evitando i 45 gradi dell’estate magari), per gli alberi in fiore, che per gli eventi, è la primavera, anche se è quello privilegiato da tutti.
La semana santa è qualcosa per cui si preparano moltissimo i sevigliani e ogni barrio ha la sua Vergine, che è raffigurata come una bellissima donna andalusa che piange alla quale ci si rivolge con Guapa!
Anche la Feria è qualcosa di sorprendente, molto folkloristico e abbastanza movimentato.

Per il resto è una città visitabile interamente a piedi, facendo colazione con qualche tostada con tomate e café y leche in un piccolo bar con le signore del posto, perdendosi poi nelle strette viuzze del Barrio Santa Cruz, passeggiando nella bellissima Plaza de España, guardando la città dall’alto del Metropol Parasol, o las Setas de Sevilla, salendo sulla Giralda, la torre simbolo della città, entrando nella cattedrale dove ci sono le spoglie dello scopritore delle Americhe Colombo, emozionandosi sotto la bellissima cupola del Real Alcazar, scoprendo diversi patii camminando per la città, mangiando al Mercado di Triana per poi percorrere il lungofiume, il Guadalquivir, entrare nella maestosa Corrida, guardando il tramonto dall’altissima Torre de Sevilla, bere té in una teteria fumando il narghilè, tapeando per Triana, finendo in un locale a sentire una chitarra andalusa accompagnata da una ballerina di flamenco…!

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